ETERNO STUDENTE -TRATTO DA PENSIERI TROPPO LUNGHI PER ESSERE LETTI E IMPOPOLARI PER ESSERE ACCETTATI

Published by Daniele on

In questi anni di attivismo politico ho imparato (anche ricredendomi su determinati aspetti), che per fare politica oltre alla pazienza, la coerenza e le varie qualità BISOGNA STUDIARE. La politica è una cosa seria, ed istituzionalmente NON PUO’ FARLA CHIUNQUE, che si tratti di un medico, di un avvocato, di un biologo, di un imprenditore etc.

Questo non significa che non bisogna partecipare alla vita politica, perché tutti hanno il dovere (non solo il diritto) di parteciparvi (ex art.3 comm.2 cost.). Ma fare politica è DIVERSO!
Bisogna trovare il tempo di studiare, apprezzare ogni minimo particolare riuscendo così a gestire tutti gli ambiti, comprendendo e descrivendo le fasi storiche e tecniche.

Ricordo ancora nelle scorse elezioni amministrative, le parole di un politico (se così può esser definito) che ora siede ai banchi della maggioranza il quale mi disse:
“La politica deve essere un hobby, prima vengono le altre cose”.

Io non ho mai creduto a queste parole, chi tratta la politica come un hobby o come un secondo lavoro credo che dovrebbe NON farla.
Se si iniziasse a prendere le istituzioni e la politica seriamente (ex. art. 54 cost.) STUDIANDOLA (non solo gli atti perché essi sono la base), non avremmo i problemi che abbiamo oggi sia nel micro che nel macro, perché è nei tavoli istituzionali che si decide quale senso dare alle vite delle persone e questo comporta avere un grado elevato di serietà e competenza in ambito politico che non sta nei giochi di saper vincere le elezioni di qualsiasi grado.

Quindi non importa quanti consensi hai o chi sei (anche se mi preme evidenziare che alla base della politica ci sono i consensi dando rilevanza al METODO con cui essi vengono attratti), però se la politica e lo studio di essa non è una delle priorità nella vita di chi si trova a ricoprire un ruolo istituzionale, il medesimo ruolo viene vanificato da sinonimi come incompetenza e connivenza il che porta alla malapolitica che viviamo tutti i giorni, essendo così paragonati ad un Salvini o un Di Maio di turno i quali deviano la comunicazione social per un proprio tornaconto, vanificando ogni aspetto del suddetto articolo 54 della costituzione.

Concludo questo mio pensiero con una frase dell’ultimo comizio di Enrico Berlinguer, in particolar modo oggi nel quale molti di noi solo a parole ricordano il centenario della sua nascita:

“Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi, può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La prova per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita”.
-7 Giugno 1984, Padova

Categories: Stati

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