DEMOCRAZIA CHIMERICA

Published by Daniele on

Dopo quasi 20 giorni non riesco ancora a definire la qualità politica del consiglio comunale di Veglie. 

Ho letto il comunicato del Prof. Antonio Greco. In larga parte riesco ad accettare quel che viene esposto, come il fatto di “prepararsi e stimolare a un’epoca che prediliga la ricerca e registri il bisogno di costruire una idea-paese, non a tavolino, ma che coinvolga imprese, lavoratori, sindacati, associazioni, gruppi, cittadini”. Mi chiedo però chi siano i sindacati, le associazioni che sono intese in questa frase?

Poi penso alla situazione del ricercatore Patrick Zaki, al Ddl Zan: vicende trattate esclusivamente come punti all’ordine del giorno di un organo collegiale, astratti, quasi fossero questioni che non esistono realmente. Eppure un ragazzo è ancora incarcerato e torturato in Egitto, e dare dignità alle battaglie di civiltà dovrebbe essere qualcosa che accomuna tutte le forze politiche del paese, e non esclusivamente uno strumento di voto, qualcosa di cui fare bandiera. Poi, girando per il paese vedo i manifesti – vomitevoli che minano libertà costituzionali – di una forza politica che fa parte della maggioranza: “Fratelli d’Italia”. Ma Fratelli di chi? Io con chi si rifiuta di dare dignità agli esseri umani non voglio condividere nulla. 

Ancora più sconcertanti sono state le dichiarazioni di Ronzino Sabato, che nel suo mandato da sindaco ha fatto più danni che gioie. Leggo solo gli atti, ed il soggetto politico in questione all’inizio di questo mandato amministrativo si è dichiarato democristiano. Quello che è certo, però, è che con le sue ultime dichiarazioni ogni singolo valore della DC, ormai morta e sepolta, è stato tradito.

Per questo vorrei puntualizzare che il Consiglio Comunale è l’organo maggiormente deputato per fare politica in paese, non i salotti tv, non le tribune politiche a scopo pubblicistico. La politica si fa nei consessi istituzionali, il contrario non è politica, altrimenti potremmo pensare di inserire dei tecnici, un’idea che non sarebbe male, considerando l’attuale mediocrità. 

Mi chiedo poi: il consigliere Ronzino, non si sente un po’ depauperato del suo ruolo istituzionale? Infatti, nel primo consiglio comunale di questa nuova stagione amministrativa, il Ronzino dichiarò pubblicamente di essere stato nominato e non eletto, perché i voti non erano i suoi ma del sindaco – in pratica un consigliere eletto da nessuno – eppure ha il coraggio di giudicare, censire, arrogarsi qualcosa. 

Sulla minoranza poi nulla da aggiungere: il fatto di obbligare un’istituzione, mediante la votazione, a dire o fare qualcosa ha veramente dell’assurdo. Ho criticato pubblicamente il metodo assolutistico utilizzato proprio da chi dice di essere contro questi paradigmi, che per definizione sono inconciliabili con i concetti di democrazia ed autodeterminazione istituzionale. Ma non do neanche la colpa a loro. È inutile dire: “Ve l’avevo detto!”. Questo accade, semplicemente, quando non si vive il paese e le istituzioni in tutte le loro forme. A questo punto non è più una questione di esperienza, ma di solo apprendimento delle istituzioni in ogni loro angolazione.

Vorrei ritornare poi al discorso del Prof. Greco sulla “inutilità”. Questo blackout della democrazia in tutte le sue forme, e delle fasi decisionali rimandate ad altri organi, quando invece in parallelo i consigli comunali dei paesi vicini DISCUTONO DI TUTTI I TEMI POLITICI, porta certamente ad inconcludenza, disorganicità e ad una decrescita sociale e metodologica.

Concludo con l’intervento del consigliere Gigetto Massa espletato in consiglio comunale:  “Non alimentiamo chiui sta polemica, mena ca amu scià mangiare, so li doi e cinque”.

Insomma, non c’è bisogno di definire una qualità politica, perché si definisce da sola.

Aggiungo una semplice spiegazione del Ddl Zan:


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